La rete dei Centri Culturali in periferia

La collaborazione tra Zètema e il XIX Dipartimento del Comune di Roma

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Luogo

Stato dei centri culturali allo stato attuale

Stato dei centri culturali allo stato attuale

Attori

  • Comune di Roma,
  • Dipartimento per le Periferie con la collab. di Zetèma,
  • Comitati di cittadini

Progettisti Responsabili

Responsabile programma Centri in periferia : Direttore del Dipartimento, Dott. Mirella Di Giovine, collab Teresa Rago, arch S. Cocchia, arch P. Scaglione. Attività di soc. Zetema , Arch M. Vigliotti.

Vedi progettisti dei singoli centri

Procedimenti

Conferenze di Servizio ed approvazione dei singoli Centri

Costi

Finanziamenti Comunali e regionali per circa 40 milioni di euro.

La collaborazione tra i soggetti è finalizzata in particolare alla valorizzazione e gestione degli interventi previsti dal Programma “Centri culturali in periferia”, degli interventi compresi nei Programmi di Recupero Urbano e nei Programmi di Riqualificazione Urbana in cui ricadono alcuni dei suddetti centri culturali, con la consapevolezza che non è possibile scorporare la crescita culturale della città dalla riqualificazione degli ambiti urbani degradati.

Il Dipartimento XIX è nato nel 2001 con il fine di attuare concrete politiche di Sviluppo e Recupero delle aree periferiche cittadine. La strategia messa in campo dall’amministrazione comunale di Roma per affrontare
le problematiche delle periferie riguarda l’individuazione delle aree più deboli, con problemi di tipo economico,sociale, di struttura urbana e abitativa, di mobilità, di qualità del vivere urbano.

IL PROGRAMMA I CENTRI ARRIVANO IN PERIFERIA

Gli strumenti per la realizzazione di una politica culturale adeguata alle esigenze della comunità non possono prescindere da risorse e interventi destinati a far crescere, in diverse i situazioni, il grado di socializzazione e di relazioni tra i cittadini, in particolare tra i giovani.
Fra tali strumenti assume particolare rilievo la diffusione in periferia di idonee strutture destinate ad accogliere attività culturali, quali punti di una rete di aggregazione e di riferimento delle comunit insediate in ciascun quartiere.

“I centri arrivano in periferia” è un programma dell’Assessorato alle Politiche per le Periferie, lo Sviluppo Locale, il Lavoro – Dipartimento XIX , che prevede la realizzazione di 20 nuovi centri culturali nelle periferie di Roma, che saranno realizzati entro il 2009. Una vera e propria rete di strutture di relazioni, resa possibile grazie anche a un programma triennale di 60 milioni di euro messi a disposizione della Regione Lazio a cui si aggiungono ulteriori finanziamenti comunali già impegnati in progetti attualmente in un avanzato stato attuazione.

LA RETE

L’intento del programma “Centri arrivano in periferia” è quello di promuovere la periferia di Roma come un’area viva e ricettiva, in grado di accogliere i desideri e le esigenze dei cittadini, anche costituendosi come spazio in cui essere partecipi, confrontarsi e sperimentare, venendo a contatto con diverse forme di linguaggio artistico e con nuove forme di espressione e comunicazione, incontrando artisti e operatori capaci di attrarre e di stimolarne la curiosità e la voglia di imparare.

L’idea di una rete “I Centri in Periferia” permette di alimentare il disegno di riqualificazione dei quartieri più deboli.
Di volta in volta l’apertura dei centri sarà occasione per dare massima visibilità e confermare la scelta di un percorso di relazioni culturali. La creazione di una rete, porterà inoltre a lungo termine ad una serie di vantaggi:

  • ottimizzazione costi,
  • circuitazione artistica,
  • comunicazione,
  • occupazione,
  • confronto tra linguaggi e culture diversi.

CENTRI, FORUM E COMUNITA’ CONTRO L’ESCLUSIONE SOCIALE

L’idea alla base dei nuovi centriè quella del Foro romano che anticamente rappresentava il fulcro della vita pubblica: piazza
per il mercato, ma anche punto di ritrovo per diverse classi sociali e luogo di presenza di importanti spazi pubblici.
Il forum in periferia è luogo fisico di confronto e di comunicazione,spazio per cultura e opportunità di aggregazione, volta a contrastare insieme ad altri interventi l’esclusione sociale. Il patrimonio delle periferie romane,
i nuovi percorsi creativi e le attività culturali, sono uno strumento imprescindibile per favorire, attraverso la partecipazione diretta dei cittadini, il processo di identificazione di una collettività con il proprio territorio. Al concetto di forum si affianca l’idea di comunità come prodotto della cooperazione tra tanti soggetti: istituzioni, associazioni e cittadini.

CULTURE E PARTECIPAZIONE PER LA VERA SICUREZZA URBANA

La cultura, o meglio le culture, uno dei grandi temi della globalizzazione, si pone al centro di questo programma di riqualificazione delle periferie, sia per la sua vocazione essenziale che per promuovere i diritti umani e la diversità culturale. Culture e partecipazione intese come capacità di innovare, di incoraggiare talento e creatività, di generare posti di lavoro e benessere, di realizzare spazi e processi di socializzazione profondi, in grado di contrastare l’emarginazione.
In questi centri si vuole recuperare un concetto ampio di cultura che si apra a nuovi linguaggi artistici, ma anche ai saperi silenziosi (artigianato, cibi tradizionali, terapie alternative, cura dei figli), alle culture della strada (arti urbane, arti circensi, memorie del territorio, cura dell’ambiente), all’intercultura, all’intergenerazionalità come ai diversi modi di vivere, e si ponga con forza il nodo della relazione fra cultura ed esclusione.

I GIOVANI E I BISOGNI CULTURALI. FARE INCONTRARE LA DOMANDA CON L’OFFERTA

Nell’ultima indagine su “La condizione giovanile a Roma”, commissionata dall’Assessorato al Bilancio del Comune di Roma alla società Risorse per Roma e realizzata dalla Eurispes nel novembre 2002 è stato messo in evidenza un aspetto centrale nell’andamento demografico di Roma, secondo una tendenza ormai in atto da alcuni anni: la crescita della popolazione residente nelle zone semiperiferiche e periferiche della città, crescita dovuta alla maggiore presenza di giovani e di stranieri immigrati.

Altro dato interessante emerso nell’indagine è che il principale motivo per cui i giovani frequentano i quartieri centrali e semicentrali di Roma è costituito dalla possibilità di svago e tempo libero (73,8%) che, invece, occupa solo il quarto posto nell’elenco di ragioni che inducono a frequentare le zone periferiche (con il 20,6% delle citazioni, indicate con misura maggiore da coloro che risiedono nelle zone del centro).

Tale carenza, naturalmente, contribuisce ad allontanare totalmente i cittadini, in particolare i giovani delle aree periferiche, dalla vita nel proprio quartiere ed a cercare occasioni di svago principalmente nelle zone del centro. Allo stesso modo, sono in netta maggioranza i giovani residenti nelle aree periferiche (81,7%) a frequentare le zone del centro per divertirsi e per trascorrere il tempo libero. Con i centri culturali la città è luogo di relazione in tutto il territorio: una rete di relazioni. Ne consegue che l’attenzione ad una proposta culturale che sia contemporanea, innovativa, multiculturale è l’elemento centrale del piano di offerta di attività e servizi che i centri andranno predisponendo, in modo da intercettare un vasto pubblico potenziale. Sempre tenendo presente i bisogni che ogni quartiere esprime.

I casi studio