Centro Culturale Piazza Elsa Morante

Progetto e realizzazione: 2005 / 2010
Progetto e direzione dei lavori: prof. arch. Luciano Cupelloni

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Luogo

Centro Culturale Piazza Elsa Morante

Progetto e realizzazione: 2005 / 2010
Progetto e direzione dei lavori: prof. arch. Luciano Cupelloni

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Luogo

Progetto inserito all’interno del Quartiere Laurentino a Sud di Roma.Superificie interessata dal progetto: 30000mq – recupero spazi pubblici

Attori

Progetto e direzione dei lavori: prof. arch. Luciano CupelloniPresenza di attività di Laboratorio di quartiere.Numerose iniziative teatrali, ed eventi   hanno preceduto gli interventi.Laurentino è stato inserito nei circuiti culturali della città con varie iniziative.

Progettisti Responsabili

  • Comune di Roma, Dipartimento per le periferie
  • Coordinamento progettuale, Responsabile del procedimento: Arch. Mirella Di Giovine. Support al Rup arch Stanislao Cocchia
  • Progetto definitive ed esecutivo: Prof arch Luciano Cupelloni
  • Aspetti di impiantistica, acustica e –energia,: Ing Sergio Bottiglioni.
  • Progetto Strutture : arch Paolo Antonini, arch Stefano Catasta
  • Procedimenti

    Costi

    Gestione, Manutenzione

    Dopo anni di relativo abbandono, poichè la realizzazione è stata completata da diversa Amministrazione nel 2010, gli edifici erano stati affidati a Zètema per la gestione, Il teatro è stato utilizzato per importanti eventi.Fnalmente nel 2013 è stato previsto l’ affidamento per la gestionea Biblioteche di Roma ed il Dipartimento Periferie con il Dip Cultura segue il complesso. Allo stato non risulta partito secondo le sue potenzialità, nonostante le attese dei cittadini. Il parco versa in abbandono, nonstante le sue ampie potenzialità.

    Premi Conseguiti

  • Segnalazione, Premio RomArchitettura5, Premio per un intervento in uno spazio esterno, 2014
  • Secondo premio, Premio Nazionale di Architettura “Mauro Rostagno”, 2013
  • Progetto Selezionato, Premio RI.U.SO 01, Rigenerazione Urbana Sostenibile, 2012
  • Menzione Speciale, Categoria “Edilizia Ex Novo”, Premio Sostenibilità 2011
  • Primo premio opere realizzate, Premio “IQU” Innovazione e Qualità Urbana, 2010
  • Comunicazione

    Pubblicazioni

  • ACER 1944-2015, La costruzione della Capitale dal dopoguerra ad oggi, a cura di G. Goretti, Timia,
  • 73, 2016.
  • 10 anni di architettura a Roma, AR n. 11/2014, Centauro Edizioni, p. 109, 2104.
  • 100 Progettisti Italiani, a cura di G. Priori, Dell’Anna Editore, pp. 158-159, 2013.
  • Eco-Library Design, di John A. Flannery, Karen M. Smith, Springer, pp. 32-39, 2013.
  • Centro Culturale. Un progetto che incrocia sostenibilità, tecnologia e riqualificazione urbana. A Roma, firmato LCA Luciano Cupelloni Architettura, di R. Bianchi, Modulo, n. 385, BE-MA Editrice, pp. 450-458, 2013.
  • 15×15 Nuovi sguardi su Roma. Letture critiche di architettura contemporanea, a cura di F. Ciresi, I. De Simone, L. Maricchiolo, C. Roma, Nulla Die Edizioni, pp. 88-97 / 108-117, 2013.
  • Italia en Mexico 2013. Architetti romani: opere recenti. Muestra de Arcquitectura Contemporànea Italiana en México, a cura di L. Sacchi, Prospettive Edizioni, pp. 82-85, 2013.
  • Roma III Millennio. 32 Progetti di Architettura, Macro Future, Altra Economia, Accademia di Belle Arti a Testaccio e Centro Culturale Piazza Elsa Morante, di F. Bliek, P. Del Gallo, P. De Simoni, Editore Ulrico Hoepli Milano, 2012.
  • Guida all’architettura moderna 1909-2011, Centro Culturale “Elsa Morante” al Laurentino 38, Piero Ostilio Rossi, Editori Laterza, pp.421-422, 2012.
  • Roma contemporanea? Il traguardo resta lontano, Progetti & Concorsi, n. 18, Il Sole 24 Ore, pag. 3, maggio 7-12/2012.
  • Centro Culturale Piazza Elsa Morante, CaseArchitetture, Annuario 2012″, n. 2, Dell’Anna Editori s.r.l., pag. 73, maggio 2012.
  • Il 2011 in 40 opere. E 30 imperdibili per il 2012, Il Giornale dell’Architettura, n. 102, pp. 14-15, febbraio 2012.
  • Centro Culturale “Elsa Morante”, “Superurbano Sustainable Urban Regeneration – International Architecture Biennal Barbara Capocchin Prize and Exhibition 2011″, a cura di Andrea Boschetti, Michele De Lucchi, Leopoldo Freyrie, Giovanni Furlan, Marsilio Editori, pag. 287, 2011.
  • Premio Sostenibilità 2011, L’Ufficio Tecnico, n. 11-12, Maggioli Editore, pp. 8-9, 2011.
  • Archeologia industriale e periferia urbana. Due casi di progettazione tecnologica ambientale, TECHNE Journal of Technology for Architecture and Environment, n. 2, pp. 106-107, 2011.
  • Centro Culturale “Elsa Morante”, Menzione Speciale edilizia ex Novo, “Architettura Sostenibile / Report”, pp. 18-20, 51, novembre 2011.
  • Un esempio di riconversione urbana: il Centro Elsa Morante a Roma, “Real Estate”, n. 91, pp. 50-55, settembre 2011.
  • Nuove centralità, Progetti. Rivista dell’architettura italiana, n. 3, pp. 68-73, settembre 2011.
  • Design in periferia per il polo culturale, Progetti & Concorsi, n. 22, giugno 2011.
  • La capitale dedica un centro culturale a Elsa Morante, Il Giornale dell’Architettura, n. 95, pag. 2, giugno 2011.
  • Centro Culturale Piazza Elsa Morante, Sesta edizione del Premio IQU Innovazione e Qualità Urbana, L’Ufficio Tecnico, febbraio 2011.
  • Da parcheggio a Piazza, Bioarchitettura, n. 66, pp. 36-41, 2011.
  • Il non luogo diventa piazza. Non-Place Becomes a Piazza, Alessandro Costa, Paesaggio Urbano, n. 2, pp. 46-53, 2011.
  • Centro Culturale Piazza Elsa Morante, Dossier Premio IQU, Paesaggio Urbano, n. 01/ 2011.
  • Riqualificare la città esistente. Dall’archeologia industriale alla periferia, “Community Architecture. 57 contributi di ricerca di ambito internazionale”, a cura di Enrico Prandi, 2010

  • L’intervento è parte di un vasto piano di riqualificazione del “Laurentino 38”, noto insediamento GESCAL per 32.000 abitanti, realizzato su disegno di Pietro Barucci tra il ‘71 e l’84.Il programma di progetto consiste nella realizzazione di un Centro culturale inteso come nuova “piazza” di quartiere. Il sito è un parcheggio sottoutilizzato di oltre due ettari: due volte Piazza Navona; quattro volte la galleria della Stazione Termini. E’ una sezione di margine al piede di una collina edificata, conclusa da un piano basso, segnato da un filare di pini. Questi e i vari sottoservizi dettano le regole d’assetto, limitando l’area edificabile ad una striscia lunga e stretta.La dimensione dell’area è una risorsa e nello stesso tempo un problema da risolvere per evitare quel “fuori scala” tra uomo e struttura urbana che è uno dei maggiori problemi del quartiere. D’altro canto, la giacitura bassa chiude visuali che solo pochi metri più in alto sono ampie e suggestive.In questo quadro, il progetto opera per piani orizzontali: la quota zero, tutta pedonale e sistemata a verde, ed una seconda quota su esili colonnine in acciaio, costituita da piani netti, appena al di sotto delle chiome dei pini, lambiti da terrapieni verdi. Tra questi due piani si snodano i nuovi spazi: l’emeroteca, la mediateca, un teatro per 192 posti e una arena per 300 persone.Tre edifici pensati come open space, disposti a ridosso di una lunga quinta metallica che, attraversandoli, separa il parco dalla strada adiacente.La disposizione lineare realizza tre ambiti spaziali, connessi dalla trasparenza degli edifici, su cui si aprono le attività del Centro Culturale: la “piazza d’acqua”, principale accesso dal quartiere, il “boschetto” tra emeroteca e mediateca e la “piazza della multimedialità” tra mediateca e teatro.

    Per un quartiere che programmaticamente non ha un centro, il progetto propone non una impossibile piazza tradizionale ma una serie di “piazze”. Ognuna segnata da grandi tralicci in acciaio a supporto degli impianti fotovoltaici ma anche fuochi di luce e colore come segnali urbani. Il percorso che connette le “piazze” si sfrangia verso la Riserva naturale, simulando il tipico rapporto romano tra città e campagna dove ai filari dei pini si associano i rilevati erbosi delle strade e l’ondulazione del terreno. Semplici collinette verdi variano le visuali costruendo una sequenza di spazi per la sosta e l’incontro: le “bolle verdi”, microspazi nel grande parco distinti da lettere che scrivono a terra P E M O R A N T E.Secondo i criteri della sostenibilità ambientale, gli edifici sono protetti dal caldo e dal freddo da sistemi passivi, utilizzano tecnologie evolute, materiali ecologici e foto catalitici che abbattono il CO2, producono energia pulita tramite sistemi fotovoltaici, accumulano le acque meteoriche per l’irrigazione del verde.Per “riconversione urbana” una spianata d’asfalto diviene un sistema integrato di servizi pregiati, verde pubblico e spazi di relazione in risposta alle istanze degli abitanti.

    SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E CARATTERISTICHE TECNOLOGICHEAlberi tecnologici a supporto degli impianti fotovoltaici per complessivi 10,26 kWp e una produzione energetica totale di circa 13.500 kWh/anno, a cui si aggiunge l’impianto sulla copertura del Teatro per complessivi 7,84 kWp e una produzione energetica totale di circa 11.500 kWh/anno.La produzione energetica totale è di circa 25.000 kWh/anno, pari ad oltre il 20% del fabbisogno dell’intero complesso con un abbattimento delle emissioni di CO2 di circa 16.000 kg/anno.“Cubi di luce”, come grandi segnali urbani e supporto alla comunicazione visiva.Impianti meccanici di climatizzazione evoluti, costituiti da apparecchi che utilizzano gas frigorigeni privi di CFC, con impatto nullo su ozono ed effetto serra, assicurando buone prestazioni e contenimento dei consumi energetici tramite sistemi di “recupero dinamico” dell’energia.Apparecchi illuminanti a basso consumo, alte prestazioni e lunga durata – fluorescenti e Led – i cui requisiti superano le normative vigenti in ordine alla riduzione delle sostanze pericolose nelle apparecchiature, lampade e rifiuti derivanti. Isolamento continuo delle strutture in cemento armato, sia orizzontali che verticali, tramite pannelli in fibre di legno di abete mineralizzate disposti “a sandwich” senza ponti termici, con capacità di accumulo termico 20 volte superiore a quello dei comuni isolantiFacciate vetrate termoacustiche con profili in alluminio a taglio termico e vetrocamera con isolamento in politermide. Valore di trasmittanza termica pari a 1.65 W/mqK.Pittura ecologica sulle pareti interne ed esterne con Cimax Ecosystem Paint, pittura in polvere autopulente a base di TX Active fotocatalitica con biossido di titanio, che svolge azione antismog, antibatterica ed autopulente.Brise-soleil orizzontali fissi che, grazie alla diversa angolazione, proteggono le facciate vetrate esposte ad est/sud/ovest dall’irraggiamento solare in estate, consentendo l’ingresso della luce naturale in inverno. Analoga funzione viene svolta dai lucernari in copertura.Brise-soleil verticali mobili che schermano le facciate vetrate sui fronti sud e ovest, proteggendo gli spazi di studio e lettura anche dall’introspezione dal e verso il parco.Terrapieni sul lato nord e tamponature realizzate con blocchi Porotherm Bio, rispondenti alla Direttiva Europea sull’efficienza energetica degli edifici, che isolano gli edifici contenendo le dispersioni termiche.“Bolle verdi” sul lato sud in funzione di ombreggiamento, filtro visivo e protezione dai venti prevalenti.Recupero delle acque meteoriche in 4 vasche di raccolta – 3 sotto la piazza della Multimedialità, 1 sotto il Boschetto – per un totale di circa 250.000 litri, utilizzati per l’irrigazione delle aree a verde.Efficienza energetica dell’involucroteatro 39,79 kWh/mq annmediateca 56,75 kWh/mq annoemeroteca 55,62 kWh/mq annoGuadagni termici 35 %Rendimento energetico totale 81,3 %Risparmio CO2 totale 32,5 T/anno 

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    L’intervento è parte di un vasto piano di riqualificazione del “Laurentino 38”, noto insediamento GESCAL per 32.000 abitanti, realizzato su disegno di Pietro Barucci tra il ‘71 e l’84.

    Il programma di progetto consiste nella realizzazione di un Centro culturale inteso come nuova “piazza” di quartiere. Il sito è un parcheggio sottoutilizzato di oltre due ettari: due volte Piazza Navona; quattro volte la galleria della Stazione Termini. E’ una sezione di margine al piede di una collina edificata, conclusa da un piano basso, segnato da un filare di pini. Questi e i vari sottoservizi dettano le regole d’assetto, limitando l’area edificabile ad una striscia lunga e stretta.

    La dimensione dell’area è una risorsa e nello stesso tempo un problema da risolvere per evitare quel “fuori scala” tra uomo e struttura urbana che è uno dei maggiori problemi del quartiere. D’altro canto, la giacitura bassa chiude visuali che solo pochi metri più in alto sono ampie e suggestive.

    In questo quadro, il progetto opera per piani orizzontali: la quota zero, tutta pedonale e sistemata a verde, ed una seconda quota su esili colonnine in acciaio, costituita da piani netti, appena al di sotto delle chiome dei pini, lambiti da terrapieni verdi. Tra questi due piani si snodano i nuovi spazi: l’emeroteca, la mediateca, un teatro per 192 posti e una arena per 300 persone.

    Tre edifici pensati come open space, disposti a ridosso di una lunga quinta metallica che, attraversandoli, separa il parco dalla strada adiacente.

    La disposizione lineare realizza tre ambiti spaziali, connessi dalla trasparenza degli edifici, su cui si aprono le attività del Centro Culturale: la “piazza d’acqua”, principale accesso dal quartiere, il “boschetto” tra emeroteca e mediateca e la “piazza della multimedialità” tra mediateca e teatro.

    Per un quartiere che programmaticamente non ha un centro, il progetto propone non una impossibile piazza tradizionale ma una serie di “piazze”. Ognuna segnata da grandi tralicci in acciaio a supporto degli impianti fotovoltaici ma anche fuochi di luce e colore come segnali urbani. Il percorso che connette le “piazze” si sfrangia verso la Riserva naturale, simulando il tipico rapporto romano tra città e campagna dove ai filari dei pini si associano i rilevati erbosi delle strade e l’ondulazione del terreno. Semplici collinette verdi variano le visuali costruendo una sequenza di spazi per la sosta e l’incontro: le “bolle verdi”, microspazi nel grande parco distinti da lettere che scrivono a terra P E M O R A N T E.

    Secondo i criteri della sostenibilità ambientale, gli edifici sono protetti dal caldo e dal freddo da sistemi passivi, utilizzano tecnologie evolute, materiali ecologici e foto catalitici che abbattono il CO2, producono energia pulita tramite sistemi fotovoltaici, accumulano le acque meteoriche per l’irrigazione del verde.

    Per “riconversione urbana” una spianata d’asfalto diviene un sistema integrato di servizi pregiati, verde pubblico e spazi di relazione in risposta alle istanze degli abitanti.

    SOSTENIBILITA’ AMBIENTALE E CARATTERISTICHE TECNOLOGICHE

    Alberi tecnologici a supporto degli impianti fotovoltaici per complessivi 10,26 kWp e una produzione energetica totale di circa 13.500 kWh/anno, a cui si aggiunge l’impianto sulla copertura del Teatro per complessivi 7,84 kWp e una produzione energetica totale di circa 11.500 kWh/anno.

    La produzione energetica totale è di circa 25.000 kWh/anno, pari ad oltre il 20% del fabbisogno dell’intero complesso con un abbattimento delle emissioni di CO2 di circa 16.000 kg/anno.

    “Cubi di luce”, come grandi segnali urbani e supporto alla comunicazione visiva.

    Impianti meccanici di climatizzazione evoluti, costituiti da apparecchi che utilizzano gas frigorigeni privi di CFC, con impatto nullo su ozono ed effetto serra, assicurando buone prestazioni e contenimento dei consumi energetici tramite sistemi di “recupero dinamico” dell’energia.

    Apparecchi illuminanti a basso consumo, alte prestazioni e lunga durata – fluorescenti e Led – i cui requisiti superano le normative vigenti in ordine alla riduzione delle sostanze pericolose nelle apparecchiature, lampade e rifiuti derivanti.

     Isolamento continuo delle strutture in cemento armato, sia orizzontali che verticali, tramite pannelli in fibre di legno di abete mineralizzate disposti “a sandwich” senza ponti termici, con capacità di accumulo termico 20 volte superiore a quello dei comuni isolanti

    Facciate vetrate termoacustiche con profili in alluminio a taglio termico e vetrocamera con isolamento in politermide. Valore di trasmittanza termica pari a 1.65 W/mqK.

    Pittura ecologica sulle pareti interne ed esterne con Cimax Ecosystem Paint, pittura in polvere autopulente a base di TX Active fotocatalitica con biossido di titanio, che svolge azione antismog, antibatterica ed autopulente.

    Brise-soleil orizzontali fissi che, grazie alla diversa angolazione, proteggono le facciate vetrate esposte ad est/sud/ovest dall’irraggiamento solare in estate, consentendo l’ingresso della luce naturale in inverno. Analoga funzione viene svolta dai lucernari in copertura.

    Brise-soleil verticali mobili che schermano le facciate vetrate sui fronti sud e ovest, proteggendo gli spazi di studio e lettura anche dall’introspezione dal e verso il parco.

    Terrapieni sul lato nord e tamponature realizzate con blocchi Porotherm Bio, rispondenti alla Direttiva Europea sull’efficienza energetica degli edifici, che isolano gli edifici contenendo le dispersioni termiche.

    “Bolle verdi” sul lato sud in funzione di ombreggiamento, filtro visivo e protezione dai venti prevalenti.

    Recupero delle acque meteoriche in 4 vasche di raccolta – 3 sotto la piazza della Multimedialità, 1 sotto il Boschetto – per un totale di circa 250.000 litri, utilizzati per l’irrigazione delle aree a verde.

    Efficienza energetica dell’involucro

    teatro 39,79 kWh/mq ann

    mediateca 56,75 kWh/mq anno

    emeroteca 55,62 kWh/mq anno

    Guadagni termici 35 %

    Rendimento energetico totale 81,3 %

    Risparmio CO2 totale 32,5 T/anno