La partecipazione dei cittadini
Il metodo della partecipazione
L’adozione di un approccio partecipativo dovrebbe garantire il raggiungimento di obiettivi coerenti e rispondenti alle diverse realtà territoriali. Infatti solo la partecipazione degli abitanti in tutte le fase di definizione del programma e/o del progetto può permettere in un primo momento logico la conoscenza condivisa dei problemi e la comprensione delle dinamiche in atto, e nella fase decisionale calibrare la risoluzione dei problemi con la viva realtà di comitati, associazioni, cooperative e singoli abitanti impegnati nello sviluppo del proprio territorio.
Il territorio romano è particolarmente vivace e ricco di realtà associative, comitati, piccoli e grandi gruppi che intendono partecipare attivamente ai processi in atto sul loro luogo di appartenenza, contribuendo con indicazioni, idee e chiarendo problemi e specificità.
Nell’idea di partecipazione alla quale si fà riferimento è essenziale il coinvolgimento di tutti gli attori sociali, attraverso un processo pienamente inclusivo e non limitato a categorie sociali o gruppi economici e/o gruppi organizzati e associazioni. Tale processo non deve limitarsi agli aspetti di informazione e consultazione ma deve avere un carattere di continuità, deve essere strutturato e non occasionale, partendo dal principio che la “città vera è quella degli abitanti”.
Tutti gli interventi di riqualificazione di competenza del dipartimento, piani, programmi, singoli progetti vengono attuati attraverso processi partecipativi che, differentemente concepiti a seconda dei distinti contesti e dei diversi obiettivi, attivano un percorso che vuole capire, ascoltare, ragionare insieme, confrontarsi sulle scelte fin dalla fase iniziale dei processi.
La partecipazione con i Municipi, i comitati di quartiere, le associazioni culturali e con gli abitanti stessi si è sviluppata, in misura diversa, attraverso forme che vanno da forum, focus group, workshop, gruppi di lavoro, comunicazione interattiva sino all’utilizzo di strumenti e metodologie partecipative più strutturati.
Le scelte realizzate in maniera condivisa sono orientate a garantire, nel tempo, l’unicità dei luoghi, le caratteristiche amientali, l’uso dei materiali ed in generale una elevata qualità delle opere.
Gli Strumenti della partecipazione
Regolamento per la partecipazione dei cittadini alle trasformazioni urbane
Il Consiglio Comunale, con deliberazione n. 57, ha approvato il 2 marzo del 2006 un Regolamento, che stabilisce modalità e strumenti per la partecipazione dei cittadini ai piani e progetti di trasformazione urbana. Il Regolamento, previsto dal nuovo Piano Regolatore di Roma, ha come obiettivo “migliorare la struttura urbana della città, la qualità della vita e produrre inclusione sociale, attivando processi di partecipazione dei cittadini alle decisioni relativi agli strumenti di pianificazione e ai progetti di trasformazione”. In linea con questo obiettivo il Regolamento prevede l’informazione, la consultazione, la partecipazione e il monitoraggio delle scelte, per tutti gli interventi indiretti (strumenti urbanistici esecutivi, progetto urbano e programma integrato), gli strumenti ad essi assimilabili come i Contratti di quartiere, i piani di settore e i progetti unitari delle centralità locali sin dalla fase preliminare fino alla definizione finale.
Il Regolamento prefigura quindi un nuovo scenario di partecipazione e trasparenza che vede nuovi diritti per gli abitanti, che hanno nuove opportunità di essere protagonisti dello sviluppo del proprio territorio, e nuovi doveri per l’Amministrazione comunale, che assume il ruolo di promotore e garante della partecipazione, vincolanti per tutti gli Uffici, Dipartimenti e Municipi; e di indirizzo per le società partecipate del Comune di Roma.
I piani, progetti e programmi, di iniziativa pubblica e privata, diventano “partecipabili” da parte degli abitanti secondo quattro diversi livelli di partecipazione: informazione, consultazione, progettazione partecipata, monitoraggio; sin dall’avvio della fase preliminare fino all’attuazione finale.
I progetti che con l’attuazione del Regolamento diventano “partecipabili” sono: gli strumenti attuativi, nelle diverse fattispecie definite da norme statali o regionali; tutti gli strumenti urbanistici attuativi, nelle diverse fattispecie definite da norme statali o regionali, i progetti urbani e i relativi piani attuativi, i programmi integrati, i Contratti di Quartiere, i piani di settore, i progetti unitari delle centralità metropolitane ed urbane e delle centralità locali, gli strumenti di pianificazione e i progetti di trasformazione; la Carta Municipale degli obiettivi, il Piano di Azione Ambientale previsto nell’ambito di Agenda Locale 21 e della Carta di Aalborg del 1994; il Piano di Zonizzazione acustica (Legge n. 447 del 1995), nonchè tutti gli altri strumenti o interventi di trasformazione del territorio, di competenza comunale con valenza urbanistica, economica, sociale, previa deliberazione della Giunta Comunale. Sono sottoposti, inoltre, ad
adeguata e diffusa informazione e partecipazione, a decorrere dall’avvio del progetto preliminare, previa definizione della fattibilità, i progetti di opere pubbliche di importo dei lavori pari o superiore a quanto stabilito dall’art. 7 della Direttiva 31 marzo 2004 n. 2004/18/CE.
Per attuare la sua finalità il Regolamento, oltre a definire diversi livelli di partecipazione, individua in modo chiaro competenze, responsabilità, strutture e strumenti specifici. Introduce significativamente come parte integrante del progetto o programma proposto il “documento della partecipazione”, documento che contiene il rapporto finale e raccoglie tutti gli atti delle attività di progettazione partecipata, lo accompagna per l’intero iter del procedimento e deve essere esplicitamente citato negli atti e deliberazioni (Giunta Comunale, Commissioni Consiliari, Consigli Municipali, Consiglio Comunale).
L’esercizio di queste nuove forme di partecipazione, se da un lato ne istituzionalizza e ne definisce le regole rendendola condizione sine qua non, garantita dall’Amministrazione, dall’altro rafforza le numerose pratiche che il Comune di Roma, in maniera sempre più consolidata, ha sviluppato negli ultimi anni.
L’attuazione del Regolamento si inserisce all’interno di questo insieme di pratiche che hanno portato alla realizzazione in maniera partecipata di piazze, centri culturali, Contratti di quartiere, programmi di sviluppo integrato e Laboratori territoriali, sviluppando ulteriormente la strategia di politiche integrate e innovazione messa in campo proprio per promuovere lo sviluppo delle periferie. e migliorare complessivamente la resilienza della città nel suo complesso.
Si tratta certo di un impegno che deve essere costante e significativo in termini di investimenti, ma soprattutto operare in maniera integrata fra sociale e sviluppo economico e trasformazioni fisiche.
La partecipazione per ricostruire paesaggio ed identità nei quartieri della periferia
Ritrovare identità, comunità
Non è immediato associare Il concetto di paesaggio, all’idea di periferia perchè è difficile percepirne i valori nelle aree di margine della città, o nella campagna periurbana. Sembrerebbe quasi che il disagio che si associa a questi insediamenti, debba necessariamente determinare una sorta di annullamento degli aspetti paesaggistici dell’ambiente in cui sono inseriti.
Al contrario, proprio nei quartieri della periferia basta guardarsi intorno con un po’ di attenzione per scoprire, elementi, risorse ancora naturali, frammenti di campi agricoli in semi abbandono, che oggi determinano una lettura di disordine urbano, ma che in futuro potrebbero, opportunamente recuperati, costituire l’occasione per la ricostruzione dell’identità dei luoghi e offrire un rinnovato concetto di paesaggio urbano.
La strategia per riqualificare la periferia, che sviluppata a Roma, fra il 2001 e il 2008 si poneva l’obiettivo di invertire la lettura negativa corrente, per sviluppare proprio il tema del “paesaggio urbano” e della sua ricostruzione attraverso la partecipazione attiva degli abitanti ,che in esso vivono e si riconoscono. La riscoperta e la ricostruzione del paesaggio diviene così elemento determinante nei progetti di riqualificazione che, a loro volta, si propongono l’integrazione fra l’urbanizzato e il territorio agricolo periurbano, il miglioramento della coesione sociale e degli aspetti di ecosostenibilità.
Il Comune di Roma attraverso il Dipartimento per le Periferie ha provato a dare pratica attuazione ad un programma denominato “Paesaggi ed identità della Periferia”, che rappresenta l’applicazione di questa strategia, in quanto propone una lettura delle città in chiave ecosistemica e paesaggistica ed è relativo ad un complesso di interventi di valorizzazione dell’ambiente urbano a varia scala. Quelle realizzazioni sono state importanti punti di partenza per molti quartieri.
Occorre osservare che Il disegno della città antica era infatti profondamente influenzato dalla topografia e dalla presenza delle risorse naturali e l’insediamento si appoggiava ad una fitta rete di ville, villaggi e quartieri suburbani di cui, in molti casi, sopravvive ancora oggi la memoria nell’organizzazione dei campi, nei resti architettonici e nella toponomastica.
Queste tracce superstiti dell’insediamento storico possono necessitare, in taluni casi, di un attento lavoro di ricostruzione, ma la loro riscoperta tutela e valorizzazione, non è solo una esigenza della cultura storico-archeologica ma offre, soprattutto, interessanti possibilità per i progetti di ricostruzione del paesaggio e dell’identità della città contemporanea.
L’obiettivo è quello di restituire dignità, identità, centralità e socialità a quei territori messi in crisi dai nuovi flussi migratori, dalle nuove povertà, dall’emarginnazione sociale, dalla multietnicità, dai problemi di sicurezza e di qualità ambientale, dal disagio urbano.
Rete” Partecipando” (Progetto Urbact) Progetto Europeo con Roma capofila del programma europeo
Il progetto Urbact, Rete Partecipando era un progetto europeo nato sulla scia dei progetti Urban. La Rete Partecipando, di cui il Comune di Roma è capofila, riunisce 22 città europee con l’obiettivo di riflettere, diffondere e capitalizzare aspetti positivi e criticità delle pratiche partecipative locali. La Rete ha sviluppato 9 inchieste locali (Roma, parigi, Napoli, Cosenza, Reggio Calabria, Grenoble, Bordeaux, Newcastle, bruxelles), realizzati da esperti tematici. Il metodo di lavoro adottato ha integrato i punti di vista di amministratori, politici, esperti tematici e abitanti. I diversi aspetti della partecipazione sono stati affrontati in 11 seminari tematici realizzati nelle diverse città partner della Rete. I lavori svolti sono stati rielaborati e sistematizzati all’interno di un Manuale Europeo per la Partecipazione pubblicatoin francese ed inglese. La Rete ha anche elaborato una “Carta per la Partecipazione”, documento di impegno politico, prodotto sulla base del confronto fra i rappresentanti politici delle città partner.
Pubblicazione del manuale della partecipazione Urbact “ Partecipando”





























