Parco Pubblico Torre Del Fiscale

Intervento Comune di Roma, Municipio IX. Area in parte compresa nel Parco dell’ Appia Antica.

Clicca sulle voci per aprire le schede

Luogo

Complessivi 11 ha, realizzati 9 ha, esproprio-acquisizione delle aree e dei casali, bonifica, restauro dei casali, sistemazione paesaggistica. Restauro degli acquedotti Claudio e Felice e della Torre del Fiscale a cura della Soprintendenza per i beni architettonici e paesaggistici di Roma.

Attori

  • Comune di Roma, Municipio IX,
  • Soprintendenza Archeologica Roma e Soprintendenza per i Beni paesaggistici di Roma
  • Comitato cittadini di Torre del Fiscale
  • Associazione La Torre del Fiscale

Progettisti Responsabili

Coordinamento generale aspetti paesaggistici arch M. Di Giovine.

Progettisti : UOT Municipio IX, Arch. V.Riccobono.
Progettisti esterni per Progetto Esecutivo Recupero Casale Museo: arch M. Guglielmotti.
Progetto Strutturale Casale Stalla : S. Paolini, S. Pompei, M. Storchi , Martini. D. L arch V. Riccobono. Rup dal 2010 al 2013 arch R. Caputo, collab. Arch P. Scialla, Colosimo, Marchetti, Preiti

Procedimenti

  • Inizio esproprio nel 2001 , realizzazione competata nel 2010.
  • Sistemazione a Parco con due casali , utilizzati uno come museo , luogo di incontro, conferenze, didattica ed un casale per il ristoro. Spazi agricoli a carattere evocativo. Strutture archeologiche e medievali

Costi

Euro 3.383.000 compreso esproprio di 11 ettari e restauro due casali.

Gestione, Manutenzione

La gestione è parte del progetto., come attestano varie delibere. I Casali con 2000 ettari sono dati in concessione all’ Associazione La Torre del Fiscale, che ha vinto un bando con tale proposta, con convenzione, gestita dal Municipio, che impegna l’ Associazione ad una serie di attività di gestione, cura e manutenzione degli immobili e delle aree verdi concesse. Inoltre l’ Associazione provvede per sua iniziativa alla gestione dell’ intero parco di Torre del fiscale a tutela dell’ intervento

Premi Conseguiti

  • Il progetto Parco di Torre del Fiscale è vincitore del Concorso internazionale 2010 Premio Mediterraneo del Paesaggio “ Paesaggi periurbani e trasformazione” per il Programma Pays Med Urban.
  • Vincitore del I premio della Biennale dello spazio pubblico INU 2013

Tempi di Realizzazione

2001-2009

Comunicazione

Presente sito web dell’ Associazione La Torre del Fiscale

Pubblicazioni

  • Pubblicato nella rivista edizione Paysage, Architettura del paesaggio n .24/2011; Mirella Di Giovine,Archeoagricoltura. Milano
  • G. Mazzamati, La Torre si muove, ed 2018

ll parco pubblico di Torre del Fiscale, un margine urbano di 11 ettari immerso nell’Agro romano si trova  all’interno del quartiere Appio-Tuscolano a sud di Roma. ln questa periferia, rimasta fino a ieri in uno stato di completo abbandono e degrado, priva di spazi pubblici, rivivono oggi secoli di storia, di vita e di emozioni e si ritrova una comunità di cittadini. E’ l’esempio di un intervento paesaggistico, nato come una sorta di sfida dei cittadini della periferia all’ Amministrazione e ha conseguito esiti positivi sul piano della realizzazione paesaggistico, sociale ed economica.

ll quartiere ed il parco prendono nome da un’antica torre (Xll secolo d.C,) ancora ben conservata, “La Torre del Fiscale“, posta lungo il tracciato degli Acquedotti romani Claudio (52 d.C.) e ,piu tardo, Felice (1585 d,C,) su cui si innestano altre cinque indipendenti acquedotti sotterranei. Ambedue i monumentali acquedotti corrono parallelamente lungo tutta I’area verde ed il quartiere, creando una straordinaria ed unica suggestione visiva.

ll quartiere, sorto spontaneamente nel dopoguerra intorno ad un nucleo agricolo, presenta una vitale composizione sociale ed un interessante tessuto di edilizia minore, costituito da case a “schiera” e case isolate con piccoli orti o giardini, oggi in fase di trasformazione.

Le aree che sono state interessate dall’intervento, sono dense di antichi tracciati di vie e di strutture romane, di resti di ville ed attività agricole. Rappresentano la testimonianza di una storia, che risale da epoche antiche all’insediamento del nucleo spontaneo di oggi, Storia che è impressa nella memoria identitaria dei cittadini.

La realizzazione del parco, ha comportato l’acquisizione pubblica delle aree, la loro sistemazione paesaggistica ed il restauro dei manufatti che vi insistono, anche in vista del recupero e del riutilizzo degli antichi casali agricoli. ll progetto, attraverso la valorizzazione di un’area in posizione strategica, ha teso a riqualificare l’intero tessuto del quartiere e si è proposto come volano, per dare una struttura urbana ad un area di periferia e di riqualificarne il paesaggio.

ll progetto è nato da una forte domanda dei cittadini, ed ha preso forma attraverso un costante processo partecipativo. I cittadini chiedevano di riqualificare l’area, renderla pubblica e recuperare l’identità dei luoghi dall’abbandono. ll progetto, nella sua complessa articolazione ha, quindi, previsto la realizzazione del parco pubblico ed il restauro di due significativi casali per l’attivazione di servizi culturali; nonché la riorganizzazione dell’intero assetto viario dell’insediamento convergente sul parco, arrivando fino al miglioramento degli ingressi al quartiere, per garantire la connessione di questo con quelli contermini.

I cittadini, attraverso le loro associazioni e in stretto rapporto con il Municipio IX, hanno accompagnato tutte le fasi dell’intervento. Sono state effettuate visite guidate, pubblicati materiali informativi e intraprese altre iniziative di sensibilizzazione. Oggi, dopo aver seguito da presso la realizzazione dell’opera, le medesime associazioni operano per la gestione del parco.

Applicazione della Convenzione Europea del Paesaggio.

L’intervento ricade nel programma “Paesaggi ed identità della periferia“, basato sui principi della Convenzione Europea del Paesaggio. L’intervento è nel pieno rispetto di questi principi perchè si pone nell’ottica di creare qualità di paesaggio moderno della periferia con la codefinizione dei valori identitari derivanti dalla configurazione naturale, nonchè con la valorizzazione della sedimentazione storica, dei caratteri identitari dei luoghi : gli antichi acquedotti e la tradizione agricola.

E’ interessante evidenziare che il progetto potrebbe essere replicato, secondo analoghe modalità, per riqualificare aree degradate di altri contesti abitativi periurbani, riproponendo le strutture di paesaggio quali elementi di rigenerazione di quartieri degradati

I caratteri strutturali del paesaggio

Attraverso la realizzazione del parco di Torre del Fiscale, che si trova in continuità con le aree dell’Appia Antica, e stato potenziato un importante segmento della rete ecologica del comune di Roma. ll parco costituisce, infatti, anche un elemento di collegamento strategico, essenziale ai processi dinamici ambientali in quanto struttura uno dei corridoi verdi della rete ecologica.

I criteri di progettazione sono derivati da una lettura della morfologia, delle visuali paesaggistiche, dei grandi “land-mark” costituiti dalle strutture poderose degli Acquedotti, della memoria agricola dei luoghi, per esplicitare quel senso di identità fortemente rivendicato dai cittadini.

Attraverso il progetto si è valorizzato il paesaggio naturale-artificiale della campagna romana dove convivevano ampi paesaggi di pascolo e latifondo e, all’interno di questi, spazi di agricoltura familiare, limitati in estensione ma ben caratterizzati. Per conservare la memoria di questo paesaggio e per valorizzare le visuali degli Acquedotti sono stati riutilizzati i filari di pini e le masse arboree più tipiche della Campagna romana, e trasformati i pascoli in prati rustici fioriti, con semi e bulbi. Parallelamente, sono stati anche riproposti e reinterpretati in chiave paesaggistica limitati brani di agricoltura familiare, collocando così in luoghi opportuni piccoli frutteti, un oliveto e una vigna di nuovo impianto, in alternanza con rose e piante officinali, riconfigurando in un nuovo assetto agricolo le precedenti coltivazioni.

ll parco è divenuto così occasione di svago, di studio della natura e della biodiversità, e occasione di avvicinamento alle attività agrocolturali..

Ruolo importante lo hanno ricoperto le associazioni che fin dalle primissime fasi di finalizzazione del progetto hanno sviluppato, in convenzione con il Comune di Roma, costanti iniziative ed attività culturali coinvolgendo nell’operazione I’intero quartiere,hanno acquisito Ia capacità di realizzare e gestire attività didattiche, visite guidate ai tesori storico-archeologici e naturalistici, centri informativi

La gestione e le ricadute economiche di sviluppo per il quartiere.

Questa capacità, una volta realizzato il progetto, hanno permesso di sperimentare un nuovo modello, che prevede l’affidamento in concessione della manutenzione del parco e della gestione dei servizi, che prevede anche un punto ristoro, alle stesse Associazioni locali, sotto il controllo del Municipio.

Realizzazione di concessione con obblighi ed impegni per la gestione in affidamento dei casali e delle aree del parco, 2 ha , nel 2010, controllo del Municipio sui servizi resi e le attività sviluppate, tutte finalizzate al parco pubblico per la sua migliore conoscenza e fruizione. I ragazzi del luogo sono impegnati a lavorare per le varie attività. Sinergie con l’ Ente regionale Parco dell’ Appia Antica e le Soprintendenze.

La gestione ha avuto un grande successo di pubblico locale e non, rappresentando un importante presidio del territorio in un quartiere con evidenti criticità legate alla sua radice abusiva .

Si sono determinati, pertanto, significativi benefici sia per la tutela del patrimonio archeologico che per lo sviluppo ecocompatibile del quartiere nel suo complesso.

Di fatto si è determinata una nuova dimensione economica del paesaggio: il nuovo parco pubblico ha modificato il valore economico delle aree e degli immobili e la struttura del quartiere, migliorandone la dimensione economica complessiva e producendo sviluppo locale con la creazione di nuove attività.

Noi cittadini di Torre del Fiscale

Noi abitanti di Torre del Fiscale abbiamo imparato il significato di termini sconosciuti quali   ” Cittadinanza Attiva – Sussidiarietà”, sperimentando sul campo le nostre capacità, il nostro impegno ma anche la voglia di ritrovare una memoria che ci restituisse la nostra identità.

La consapevolezza di essere custodi di un tesoro è cresciuta mano a mano che si apriva lo scrigno, si ripulivano e bonificavano le aree abbandonate e degradate, emergevano i monumenti. Si sudava, si lavorava, si comunicava, si solidarizzava intorno ad un unico Bene Pubblico che pian piano cresceva e mostrava tutta la sua bellezza. Come volontari abbiamo offerto la nostra partecipazione a delle Istituzioni finalmente in ascolto dei nostri bisogni e anzi, capaci di strutturare quello che confusamente immaginavamo.

Noi, privi di qualsiasi luogo di aggregazione, sognavamo qualcosa che ci aiutasse all’incontro ma anche al confronto e alla condivisione con il resto della città.

Noi ex borgatari miserabili, raccontati da F. Fellini e da P.P. Pasolini, con un lavoro durato dieci lunghi anni, abbiamo potuto restituire alla città ma soprattutto a noi stessi, un paesaggio unico, splendido, solcato da imponenti segni monumentali del passato sovrastato dalla ancora più incredibile torre medievale alta 30 metri integra e protettiva, percepita quasi come una presenza umana.

Questo esperimento ancora oggi in essere, che vede un parco archeologico pubblico, che ha la capacità di autosostenersi economicamente, fruibile e ben tenuto, con una offerta culturale ed enogastronomica sempre ricca e varia, ha sortito effetti positivi non del tutto da noi previsti:

– lavoro per gli abitanti del posto

– rivalutazione monetaria di tutti gli immobili siti nel quartiere limitrofo

– aumento della consapevolezza dei residenti della necessità di fare attenzione alle regole ambientali e, soprattutto, alla tutela e alla conservazione di questo Tesoro che li rende orgogliosi e li riscatta socialmente.

Fino a qualche anno fa, un bambino di Torre del Fiscale difficilmente avrebbe potuto festeggiare il suo compleanno invitando i compagni di scuola nella sua casa troppo piccola e modesta; Ebbene oggi, non c’è fine settimana in cui non si festeggi un compleanno! La possibilità di invitare ad una merenda in questo Parco, così evidentemente bello e affascinante per le sue presenze storiche e per le enormi porzioni di verde e di cielo, rende fieri i nostri figli del luogo in cui abitano e li lega a quella memoria che noi avevamo perduto.

Ass.ne La Torre del Fiscale