Rivive l’Agro romano

il progetto “Roma da coltivare” Progetti di paesaggio per l’ agricoltura urbana

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Luogo

  • 100 Ha, i primi 4 lotti, potenziali 500 Ha per altri lotti

Nello specifico si rimanda alle immagini collocazione dei lotti nell’ ambito metropolitano, nella formazione della rete ecologica

Attori

  • Roma Capitale,
  • Dipartimento Patrimonio Patrimonio
  • Municipi interessati
  • Aziende agricole., Cooperative agricole,associazioni di cittadini
  • Roma Natura
  • Regione Lazio

Progettisti e Responsabili

  • Progettisti: Coordinamento generale arch Mirella Di Giovine
  • Collaboratori/consulenti: Arch Marco Vigliotti, dr Piero Malenotti
  • Progettista lotto Borghetto San Carlo: Prop. Cooperativa Coraggio
  • Progettista lotto Tenuta Marcigliana
  • Progettista lotto Tenuta Tor dei Cenci
  • Progettista lotto Tenuta della Cervelletta

Procedimenti

  • Redazione progetto 2014, bandi nel 2014, attuazione 2015, in corso per altri lotti: progetto generale articolato in lotti . Primi 4 lotti già sviluppati per 100 ettari. In attuazione dal 2015. Nome del progetto:  “Roma da coltivare”. Rivive l’ Agro romano. Si rigenerano le aree periurbane. 2014-2015
  • Delibera di Consiglio Capitolino, delibera di Giunta . Bando pubblico per selezione dei progetti. Sindaco I.Marino, Assessore L. Nieri

Costi

  • Costo dell’ opera: nessun costo se non progettuale per l’ Amministrazione, comunale, investimenti privati per i progetti dei singoli lotti e l’ attuazione degli interventi.

Gestione, Manutenzione

Affidamento in affitto dei terreni e casali agricoli alle aziende selezionate con Bando, la gestione e manutenzione a cura degli affittuari.

Premi Conseguiti

Azienda presso Borghetto San Carlo, premio europeo

Tempi di realizzazione

2014-2015 bando e affidamento lotti e contratti

Comunicazione

Sito web aziende agricole vedi Link.

Pubblicazioni

  • M. Di Giovine, B, Andreucci, in Atti IFLA Word Congress, 2016, ed Edifir, Firenze 2016
  • Nel testo pubblicato per IFLA Congress nel 2016 nella sessione Sharing , “Cultivating Cities” a cura di Mirella Di Giovine e Beatrice Andreucci, in atti 53 Ifla Congress 2016 si è fatto riferimento fra gli altri anche a questo progetto

Il Programma “Roma da coltivare” Rivive l’ Agro romano. Programma per dare in affitto le Terre pubbliche ai giovani agricoltori

Il progetto paesaggistico “Roma da coltivare”, iniziato nel 2014, in base all’ articolo 66 del della legge n 27 /2012   è un tentativo sperimentale per far rivivere l’ “Agro romano”. Si tratta di utilizzare risorse di paesaggio delle aree agricole, ancora presenti, ancorchè in degrado, valori naturali, ecologici, di biodiversità, nonché preesistenze monumentali, per realizzare progetti di agricoltura urbana finalizzati al recupero produttivo e paesaggistico dell’ Agro.

La religione, la milizia la costituzione di Roma antica furono di origine agricola; e la civilta romana , che fu la base della nostra moderna, ebbe origine dal campo e dal podere. Sotto l’ impero romano, l’ agro romano era estesissimo , come la stessa città.

Roma nell’” Agro” ha ancor oggi un vasto patrimonio di aree e di edifici, spesso di elevata rilevanza monumentale, e già in proprietà , quindi attraverso questo progetto, costituito da un insieme di progetti specifici, si sviluppa una strategia sul paesaggio urbano, che punta a far rivivere l’ agro e i suoi beni storici con nuove formule.

Il progetto si è sviluppato in base alla delibera n16/2014 di Roma e , quindi , con i primi bandi pubblici per l’ assegnazione delle aree, riguarda per ora circa 100 ha in proprietà del Comune, ma in realtà ha una potenzialità di piu’ di 500 ettari. II progetto utilizza le terre pubbliche, in proprietà, cioè dell’ amministrazione di Roma , dandole in affitto ai giovani per far rivivere l’ agro , puntando a sviluppare un recupero dei luoghi, delle loro risorse. Peraltro le aree agricole, con piu’ di 50000 ha di estensione, rappresentano una componente essenziale nella infrastrutturazione ecologica della città.

Una sorta di recupero paesaggistico basato sull’ agricoltura multifunzione in grado di offrire oltre alla produzione agricola servizi vari, di carattere sociale, ricreativo, didattici . Il progetto si basa sui valori identitari del paesaggio delle comunità locali. Si tratta di un nuovo patto città campagna, che può incidere fortemente sui valori del paesaggio, sia in termini di tutela che di progetto a partire dal coinvolgimento delle popolazioni locali per costruire nuovi modelli innovativi di vita.

Rivivono, sulla base del progetto paesaggistico avviato, coltivi, orti, pascoli, nonché, beni, testimonianze della storia agricola romana, medievale , cinquecentesca ed ottocentesca, che presidiano i toponimi; rivivono con un nuovo progetto di paesaggio, colline, pascoli, boschi, casali , castelli, torri, acquedotti, attraverso il restauro e l’ utilizzazione.

Sono stati avviati i primi 4 progetti nel 2015 con i vincitori, giovani agricoltori, Tenuta della Cervelletta, Tenuta Redicicoli, TenutaTor dei Cenci, Tenuta Borghetto San Carlo .

Progetto realizzato a Roma, innovativo e significativo sulla potenzialità dell’ agricoltura urbana per il paesaggio ed i suoi valori identitari, riproposti dalle collettività, in contesti urbani difficili quali la aree di frangia urbane e periurbane metropolitane. Propone un nuovo rapporto città - campagna basato su nuovi stili di vita e per il rafforzamento del capitale naturale nell’ area urbana..

La proposta è strettamente attinente al tema dell’ agricoltura urbana, campagna periurbana, poiché il progetto ha l’obiettivo di far rivivere, non solo tutelare passivamente, l’antico Agro romano, con i suoi valori paesaggistici attraverso l’ agricoltura multifunzione da sviluppare su alcune Tenute agricole pubbliche, affidate a giovani agricoltori per incoraggiare le attività agricole di tipo innovativo, biologico e multifunzione ed il lavoro di giovanissimi imprenditori che ritornano alla coltivazione con spirito innovativo .

Occorre guardare alla storia antica per comprendere criticamente il paesaggio delle metropoli di oggi, in particolare nel caso di Roma.

Il progetto paesaggistico “Roma da coltivare”, iniziato nel 2014, in base all’ articolo 66 della legge n 27 /2012   è un tentativo sperimentale per far rivivere l’ “Agro romano”. Si tratta di utilizzare risorse di paesaggio delle aree agricole, ancora presenti, ancorchè in degrado, ricche di valori naturali, ecologici, di biodiversità, nonché preesistenze monumentali, per realizzare progetti di agricoltura urbana finalizzati al recupero produttivo e paesaggistico dell’ Agro.

La religione, la milizia, la costituzione di Roma antica furono di origine agricola; e la civilta romana , che fu la base della nostra moderna, ebbe origine dal campo e dal podere. Sotto l’ impero romano, l’ agro romano era molto esteso, come la stessa città.

Roma nell’ "Agro" ha ancor oggi un vasto patrimonio di aree e di edifici, spesso di elevata rilevanza , e già pubblico, quindi, attraverso questo progetto, costituito da un insieme di progetti specifici per le diverse tenute agricole, si sviluppa una strategia sul paesaggio urbano, che punta a far rivivere l’ Agro e i suoi beni con nuove formule di agricoltura.

II progetto utilizza le terre pubbliche in abbandono, dandole in affitto ai giovani agricoltori . Si è sviluppato in base alla delibera comunale n.16/2014 con i primi bandi pubblici per l’ assegnazione delle aree, riguarda circa 100 ha agricoli in proprietà del Comune, ma ha una potenzialità di piu’ di 500 ettari.

I criteri fissati nel progetto e utilizzati per la scelta delle aree e degli affidatari dell’attuazione prevedono il recupero paesaggistico, basato caso per caso sui valori identitari delle comunità locali, e privilegiano come strumento l’agricoltura multifunzione in grado di offrire oltre alla produzione agricola biologica anche servizi vari, di carattere sociale, ricreativo, didattici.

Si tratta di un nuovo patto città campagna, che può incidere fortemente sui valori del paesaggio, a partire dal coinvolgimento delle popolazioni locali per costruire nuovi modelli innovativi di vita, che valorizzino le risorse locali .Inoltre sviluppare agricoltura biologica sui terreni urbani puo’ difendere la città dal consumo dei suoli e portare rigenerazione urbana con qualità ecologica.

Tale strategia è determinante per il rafforzamento del capitale naturali nelle aree urbane e periurbane delle città e quindi dei servizi ecosistemici creando infrastrutture ecologiche. Cosi come l’ introduzione di agricoltura biologica con criteri adeguati potrà collaborare a rafforzare la biodiversità vegetale e faunistica.

Rivivono, sulla base del progetto paesaggistico, coltivi, orti, pascoli, , testimonianze della storia agricola romana, medievale , cinquecentesca ed ottocentesca, che presidiano i toponimi; rivivono attraverso il restauro e la riutilizzazione di edifici e terreni: trame agricole, boschi, casali , castelli, torri, acquedotti, secondo un rinnovato rapporto con la campagna. Si rafforza il modello di ecosistema della città futura.

Con tale logica di base sono stati già avviati nel 2015 i primi 4 bandi per i progetti aperti ai giovani agricoltori, per:

Tenuta della Cervelletta
,
Tenuta Redicicoli,
Tenuta Tor dei Cenci,
Tenuta Borghetto San Carlo .

Occorre infine osservare che le aree agricole del comune di Roma, con circa 53000 ha di estensione complessiva, rappresentano, e auspicabilmente diverranno, una componente essenziale nella infrastrutturazione ecologica della città proprio a garanzia della migliore qualità della metropoli. Il patrimonio pubblico di aree agricolo è per Roma Capitale davvero considerevole come superfici e disseminato di pregevoli edifici monumentali, casali, castelli che possono finalmente essere recuperati per usi collettivi.